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venerdì 17 aprile 2009 | Autore:

Choro LabronicoEravamo stufi di finire la Guinness ad ogni serata irlandese, per cui abbiamo deciso di proporre una serata brasiliana.

Per essere più precisi i quattro che non vengono da Liverpool ma da Livorno, che si chiama quasi uguale, propongono il Choro. Passeremo la serata ballando con il flauto, il pandeiro, il mandolino e la chitarra a 7 corde di questi quattro musicisti che oltre al jazz e alle sane session contaminate da blues e altri generi si esprimono al meglio nella musica acustica, suonata con passione e trasporto.

Niente trenini o brigittebardò, ma bellissima musica brasiliana al Metropolis, domenica 19 aprile 2009.

martedì 17 marzo 2009 | Autore:

12.03.2009

Un’occasione chiama una fuga, un buon motivo per prendere un treno.  Se in una città le facce e le strade si somigliano e le conosci, possono dirti tutto ma spesso e volentieri se lo tengono per sé, basta appunto un motivo, un’occasione, per cambiare dimensione. Allora venticinque chilometri prendono il tempo di un teletrasporto, e tra luci e binari e fabbriche e buio si riappare sotto una statua  che richiama al Risorgimento, parola sconosciuta nel presente più distante.

Sembra tutto acceso, ma io conosco la strada che porta ad una nuova dimensione. Ho da girare un angolo, da aprire una porta, per poter riaprire gli occhi.

Il Metropolis è un pub giovane, ma ha i muscoli per reggere i confronti con il mondo. Mi dirigo direttamente verso una delle sue armi, e il Pilo lo sa che la serata deve ancora cominciare, e i miei occhi chiamano una pinta di Guinness per prepararmi ad una nuova partenza. Sono tante, qui dentro, le altre dimensioni da raggiungere. La mia prima pinta mi riporta indietro, verso una terra lontana ma neanche tanto, nessun posto è davvero così lontano. Temple Bar è ormai la Piazza dei Miracoli di Dublino, dove la massa di turisti ti spinge verso il bancone più vicino. Ma quando con la grinta di un operaio delle miniere più oscure, l’uomo dietro al banco ti presenta la tua nuova pinta schiumante di draught sussurrandoti cheers sir, non si può far altro che chiudere gli occhi e sentirne bene il sapore. Mi accorgo di averli ancora chiusi, li riapro e sono al Metropolis.

Non posso far altro che appoggiare per un attimo la pinta sul banco, guardare adellam e dirgli che la serata è cominciata bene.

Un’occasione chiama una fuga, l’occasione stasera sono le FIMM. Nell’attesa  e nelle parole le pinte diventano due e credo anche tre, mi distraggo volentieri insieme a Fabietto  che mi ricorda di continuo la differenza che ci può essere tra Maggiore e Minore, tra luce e buio, tra gioia e malinconia. Dato che sono molte le dimensioni da raggiungere mi alzo solo per toccare lo schermo delle playlist, dove ho libero arbitrio sul sottofondo su cui viaggiare. Scelgo, mi riposiziono sullo sgabello per la partenza, Jenis Joplin canta Summertime e io mi chiedo se è tutto vero, se è tutto così distante, che cos’è che tocco con mano, che cos’è che vedo… vedo proiettato dietro di me un uomo che distrugge le catene che lo tengono legato,  tocco con mano la tiepida pinta che diventa inevitabilmente più leggera… vedo quattro donne, con i lunghi capelli sciolti, che prendono posizione con i loro strumenti, a pochi metri da me.

A sinistra siede la percussionista, prende il suo bodhran e comincia ad accarezzarlo con la stessa leggerezza con cui i suoi capelli le scendono lisci dietro la schiena. Lunghi, neri…non colgo il colore dei suoi occhi, me li immagino profondi, assenti, pungenti. Al suo fianco, in piedi, si posiziona la violinista. Ho notato il suo sorriso attraversare il locale, la sua camicetta verde che vedrò danzare al ritmo delle sue note. Sprigiona energia, vita, vento che taglia colline sterminate al tramonto.  Sto ricominciando a viaggiare, man mano che prende forma la loro musica. Al fianco della violinista si posiziona un’altra giovane donna, vestita di nero, pronta a far soffiare il suo flauto traverso.  Alla sua destra, vicino al muro, siede la chitarrista. I loro capelli biondi spezzano in due il gruppo. Sono pronto a viaggiare.

Il bodhran comincia a segnare il passo, a scandirlo nello spazio, a dare un ritmo al battito del cuore.

La chitarra crea la corsa, la leggerezza e la grinta. Il flauto e il violino sono il tappeto su cui viaggio attraversando la Manica in un attimo, dalla Bretagna all’Irlanda, senza nemmeno chiudere gli occhi. Mi distraggo dalla Guinness mentre danzo nel vento assieme alle FIMM, e io sono leggero come non riesco ad esserlo da tempo. Le ragazze ci raccontano una storia, la storia di due corvi che vagano senza sapere cosa mangiare, ma uno si ricorda di un cavaliere morto non molto lontano su cui banchettare. Il flauto traverso parte, il suono che emana sembra segnare la scia dei due corvi che volano nel cielo freddo e inosservato da anima viva. Mi sento uno dei corvi, riesco a vedere il cavaliere… poi mi perdo. Mi perdo perché la musica comincia ad essere un macigno nei miei pensieri, le voci delle ragazze mi hanno tagliato in due, e io ricomincio a chiedermi dove sono, in quale dimensione, in quale terra.

Fossero tutte così le sere.  Con un motivo, con una vita che sai che in quel momento stai vivendo. Basta appunto un motivo, un’occasione, per cambiare dimensione.

Grazie alle FIMM.

il 17 Marzo è San Patrizio. Tornerò dal Pilo, tornerò da adellam.

Tornerò al Metropolis.

lunedì 2 marzo 2009 | Autore:

Dopo il bellissimo e commovente concerto di Alessandro, è venuto il nubifragio a Livorno e si è allagato il piano interrato del pub, proprio mentre stavano per cominciare i lavori.

Si è tutto un po’ fermato, quindi, ma da metà marzo la musica suonerà ancora con un calendario fitto di concerti fenomenali, di musica folk e rock da tutto il mondo.

Nel frattempo, come alcuni di voi hanno notato, ci si può registrare sul sito e scrivere articoli o mandare foto. Per i concerti sono attivi i tag di last.fm: se avete messo foto su flickr potete “agganciarle” al concerto specifico usando il tag che troverete sui nostri post e sulle foto inserite da noi.

A presto con il calendario dei concerti!

domenica 25 gennaio 2009 | Autore:

Foto di Claudio Beneggi, 1973

Foto di Claudio Beneggi, 1973

Oggi, il 25 Gennaio 1939 in via Londonio 28 nasce Giorgio Gaberscik forse il piu’ grande artista della seconda metà del ’900, magari non per tutti, per me sicuramente.

Pilo – Si nasceva in casa a quel tempo, da li a poco anche nei bunker, dipendeva dalle sirene di allarme per i bombardamenti.

Signor G – Eh già, erano brutti tempi, quelli.

Pilo – L’umanità era arretrata.

Signor G – Non si capiva nemmeno se gli attacchi erano degli invasori o degli alleati.

Pilo – Mica c’era la tv a riprendere gli aerei in volo.

Signor G – Eh, si, buttavano cose di sotto, senza distinguere tra fascisti e partigiani, civili da militari.

Pilo – ecco, appunto, non avevamo ancora le bombe intelligenti!!

Le strade di notte

mi sembrano più grandi

e anche un po’ più tristi

è perché non c’è in giro nessuno


Anche i miei pensieri di notte

mi sembrano più grandi

e forse un po’ più tristi

è perché non c’è in giro nessuno


Voglio correre a casa

voglio correre da te

e dirti che ti amo

che ho bisogno di te

Speriamo che tu

non dorma già

mi spiacerebbe

svegliarti


Questo probabilmente è il primo video musicale della storia d’Italia, Giorgio era appena maggiorenne e coltivava da subito la profondità di animo semplice che lo avrebbe poi accompagnato per tutta la sua vita.

Girato in presa diretta, con lui sul sedile anteriore che vaga di notte per le strade di Milano, chi sa in cerca di cosa, forse del suo alter ego, il  Signor G, incontrato 10 anni più tardi assieme al suo amico e autore Luporini.

Tu mi dici che sono fortunato

per il mio lavoro sicuro

Io penso alle nostre serate

stupide e vuote


Era il tempo della ricostruzione e del miracolo Italiano, dei grandi sogni piccolo borghesi, ridimensionati in due righe; la sua forza principale, guardarsi dentro e semplificarsi.

Certo devono essere state delle belle serate, peccato non esserci in compagnia di Gino Paoli, Sergio Endrigo, Mina, Dario Fo, Luigi Tenco, Renzo Jannacci, e tanti altri maestri del nostro tempo.

Ma per comprenderlo, se possibile, va visto anche con Little Tony, Bobby Solo, Gianni Morandi, Claudio Villa, Celentano mentre conduce trasmissioni televisive nazional popolari con autoironia e la voglia di raccontare la sua Milano.

Dopo 20 anni si ritroverà molto più incazzato in “Io se fossi Dio” del resto come non esserlo, lui lo aveva capito a 18 anni come sarebbe andata a finire.

Così felice

col vento tra i capelli

mi corri tra le braccia

così per gioco

ma io mi innamoro

a poco a poco

Un uomo vero, che piange e che ride, simpatico e antipatico, prepotente e socievole, leggero e impegnato, due uomini in uno, senza alternativa per chi vive le emozioni con tanta intensità e coraggio.

Oggi, 25 gennaio 2009, Giorgio Gaber compie 70 anni, regalategli 10 minuti del vostro tempo, lui vi regalerà un pensiero diverso.

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sabato 13 dicembre 2008 | Autore:

Avviato il sistema il di che fu 22 novembre 2008, ringraziamo i partecipanti al System boot che se lo meritano. Dopo il test delle spine siamo rimasti annodati tra i cavi ancora pendenti e la burocrazia.
Coi cavi va meglio, e domenica 14 dicembre a partire dalle 21 avremo una presentazione multispaziale(?) del video autoprodotto dei Neimless e qualche cover di loro stessi in autofonia (an’plagghed o qualcosa del genere, nella neolingua dei giovani).

Vi attendiamo numerosi, ne saremo contenti noi ed anche i Neimless. Ci abbiamo anche la locandina, persino.

Neimless a Officina Metropolis il 14 dicembre 2008
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