Oggi festeggiamo il compleanno dell’Officina Metropolis, e lo facciamo in un’atmosfera da pub.
Con musica irlandese, Guinness, e piatti tipici.
E cominciamo alle 17!
Oggi festeggiamo il compleanno dell’Officina Metropolis, e lo facciamo in un’atmosfera da pub.
Con musica irlandese, Guinness, e piatti tipici.
E cominciamo alle 17!
Eravamo stufi di finire la Guinness ad ogni serata irlandese, per cui abbiamo deciso di proporre una serata brasiliana.
Per essere più precisi i quattro che non vengono da Liverpool ma da Livorno, che si chiama quasi uguale, propongono il Choro. Passeremo la serata ballando con il flauto, il pandeiro, il mandolino e la chitarra a 7 corde di questi quattro musicisti che oltre al jazz e alle sane session contaminate da blues e altri generi si esprimono al meglio nella musica acustica, suonata con passione e trasporto.
Niente trenini o brigittebardò, ma bellissima musica brasiliana al Metropolis, domenica 19 aprile 2009.
12.03.2009
Un’occasione chiama una fuga, un buon motivo per prendere un treno. Se in una città le facce e le strade si somigliano e le conosci, possono dirti tutto ma spesso e volentieri se lo tengono per sé, basta appunto un motivo, un’occasione, per cambiare dimensione. Allora venticinque chilometri prendono il tempo di un teletrasporto, e tra luci e binari e fabbriche e buio si riappare sotto una statua che richiama al Risorgimento, parola sconosciuta nel presente più distante.
Sembra tutto acceso, ma io conosco la strada che porta ad una nuova dimensione. Ho da girare un angolo, da aprire una porta, per poter riaprire gli occhi.
Il Metropolis è un pub giovane, ma ha i muscoli per reggere i confronti con il mondo. Mi dirigo direttamente verso una delle sue armi, e il Pilo lo sa che la serata deve ancora cominciare, e i miei occhi chiamano una pinta di Guinness per prepararmi ad una nuova partenza. Sono tante, qui dentro, le altre dimensioni da raggiungere. La mia prima pinta mi riporta indietro, verso una terra lontana ma neanche tanto, nessun posto è davvero così lontano. Temple Bar è ormai la Piazza dei Miracoli di Dublino, dove la massa di turisti ti spinge verso il bancone più vicino. Ma quando con la grinta di un operaio delle miniere più oscure, l’uomo dietro al banco ti presenta la tua nuova pinta schiumante di draught sussurrandoti cheers sir, non si può far altro che chiudere gli occhi e sentirne bene il sapore. Mi accorgo di averli ancora chiusi, li riapro e sono al Metropolis.
Non posso far altro che appoggiare per un attimo la pinta sul banco, guardare adellam e dirgli che la serata è cominciata bene.
Un’occasione chiama una fuga, l’occasione stasera sono le FIMM. Nell’attesa e nelle parole le pinte diventano due e credo anche tre, mi distraggo volentieri insieme a Fabietto che mi ricorda di continuo la differenza che ci può essere tra Maggiore e Minore, tra luce e buio, tra gioia e malinconia. Dato che sono molte le dimensioni da raggiungere mi alzo solo per toccare lo schermo delle playlist, dove ho libero arbitrio sul sottofondo su cui viaggiare. Scelgo, mi riposiziono sullo sgabello per la partenza, Jenis Joplin canta Summertime e io mi chiedo se è tutto vero, se è tutto così distante, che cos’è che tocco con mano, che cos’è che vedo… vedo proiettato dietro di me un uomo che distrugge le catene che lo tengono legato, tocco con mano la tiepida pinta che diventa inevitabilmente più leggera… vedo quattro donne, con i lunghi capelli sciolti, che prendono posizione con i loro strumenti, a pochi metri da me.
A sinistra siede la percussionista, prende il suo bodhran e comincia ad accarezzarlo con la stessa leggerezza con cui i suoi capelli le scendono lisci dietro la schiena. Lunghi, neri…non colgo il colore dei suoi occhi, me li immagino profondi, assenti, pungenti. Al suo fianco, in piedi, si posiziona la violinista. Ho notato il suo sorriso attraversare il locale, la sua camicetta verde che vedrò danzare al ritmo delle sue note. Sprigiona energia, vita, vento che taglia colline sterminate al tramonto. Sto ricominciando a viaggiare, man mano che prende forma la loro musica. Al fianco della violinista si posiziona un’altra giovane donna, vestita di nero, pronta a far soffiare il suo flauto traverso. Alla sua destra, vicino al muro, siede la chitarrista. I loro capelli biondi spezzano in due il gruppo. Sono pronto a viaggiare.
Il bodhran comincia a segnare il passo, a scandirlo nello spazio, a dare un ritmo al battito del cuore.
La chitarra crea la corsa, la leggerezza e la grinta. Il flauto e il violino sono il tappeto su cui viaggio attraversando la Manica in un attimo, dalla Bretagna all’Irlanda, senza nemmeno chiudere gli occhi. Mi distraggo dalla Guinness mentre danzo nel vento assieme alle FIMM, e io sono leggero come non riesco ad esserlo da tempo. Le ragazze ci raccontano una storia, la storia di due corvi che vagano senza sapere cosa mangiare, ma uno si ricorda di un cavaliere morto non molto lontano su cui banchettare. Il flauto traverso parte, il suono che emana sembra segnare la scia dei due corvi che volano nel cielo freddo e inosservato da anima viva. Mi sento uno dei corvi, riesco a vedere il cavaliere… poi mi perdo. Mi perdo perché la musica comincia ad essere un macigno nei miei pensieri, le voci delle ragazze mi hanno tagliato in due, e io ricomincio a chiedermi dove sono, in quale dimensione, in quale terra.
Fossero tutte così le sere. Con un motivo, con una vita che sai che in quel momento stai vivendo. Basta appunto un motivo, un’occasione, per cambiare dimensione.
Grazie alle FIMM.
il 17 Marzo è San Patrizio. Tornerò dal Pilo, tornerò da adellam.
Tornerò al Metropolis.
Dopo il bellissimo e commovente concerto di Alessandro, è venuto il nubifragio a Livorno e si è allagato il piano interrato del pub, proprio mentre stavano per cominciare i lavori.
Si è tutto un po’ fermato, quindi, ma da metà marzo la musica suonerà ancora con un calendario fitto di concerti fenomenali, di musica folk e rock da tutto il mondo.
Nel frattempo, come alcuni di voi hanno notato, ci si può registrare sul sito e scrivere articoli o mandare foto. Per i concerti sono attivi i tag di last.fm: se avete messo foto su flickr potete “agganciarle” al concerto specifico usando il tag che troverete sui nostri post e sulle foto inserite da noi.
A presto con il calendario dei concerti!
In compenso sta arrivando l’Internet, e sono già arrivate le birre del Birrificio Artigiano. Abbiamo cominciato con la Gorgona, bionda doppio malto, che sarà seguita dalla Montemagno, rossa ed anch’essa doppio malto.
Il jukebox comincia a fare il suo lavoro, presto avrà playlist a sufficienza per una serata intera, e appena possibile gli metteremo anche il vestitino bello.
20 anni di ricerca approfondita nel campo ludico informatico ci hanno portato a formulare una domanda: esiste un luogo che contenga tutte le cose che ci (vi) piacciono? - meno le moto, che aspettano fuori -. Non ne conosciamo.
È possibile realizzarlo ? Forse si, e vale la pena di tentare.
Ecco, la nostra officina elabora tecnologie con l’obiettivo di permettere a tutti di crearsi il proprio intrattenimento musicale, i propri palinsesti video, il luogo in cui trascorrere sempre una serata diversa. Che sia chiaro: ad oggi non è così! Officina Metropolis però ha lo scopo di supportare queste caratteristiche di partecipazione, libertà e divertimento.
Per noi il primo giorno sarà sabato 22 novembre dalle 18 alle 2, col test di spine e cavi.
È chiaro a tutti come si testano le spine. Al contrario il test dei cavi in un pub può risultare poco comprensibile, ma avremo tempo e vi aspettiamo numerosi.
pilo e adellam.
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