
Se arte e cultura sono da sempre utili al miglioramento della qualità della vita, forse oggi c’è bisogno di guardare al passato per trarre spunti e inventarsi un modo per andare avanti. Il movimento anarchico internazionale ha accompagnato i suoi momenti di lotta con canzoni, i cui testi molto spesso sono stati sostituiti alle parole di canti tradizionali e popolari – una pratica che nel tempo ha assunto i nomi di plagiarismo, plunderphonia, mash-up, remix, situazionismo.Dalla Comune di Parigi del 1871 alla guerra di Spagna del 1936, ai movimenti contro il latifondo dell’Arneide nei primi anni ’50 le melodie e le parole sono state tradotte, trasportate, riadattate per continuare a parlare a chi nel suo tempo si trova a lottare coi suoi mezzi contro un sistema che programmaticamente tenta in ogni modo di limitare la libertà personale e di pensiero.
Questa formazione attinge a piene mani dal canzoniere anarchico, reinterpretandone in chiave freejazz le melodie, improvvisandone le strutture e gli accompagnamenti, aggiungendo o sostituendo con temi propri gli sviluppi, gli svolgimenti per dichiarare la possibilità di un approccio libero e non filologico alla materia. I cinque musicisti hanno suonato insieme in decine di formazioni diverse dal 1973 fino ad oggi, centinaia di esperienze, migliaia di concerti in ogni tipo di luogo e situazione. Tutto per cercare di scovare nel 2010 nuovi suoni e nuovi significati tra le note di una musica così diretta e intensa.
La formazione è composta da:
Edoardo Ricci – sax sopranino, soprano & contralto, clarinetto basso, trombone, circuit bending
Stefano Bartolini – sax soprano, tenore & baritono, circuit bending
Francesco Di Mauro – sax soprano & baritono
Andrea Caprara – basso elettrico
Jacopo Andreini – batteria
Il concerto inizia alle 22:00, ingresso gratuito.
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